sabato 28 dicembre 2013

Turisti in città

L'ho già scritto e mi ripeto, ogni tanto ci piace un sacco fare i turisti a casa nostra, scoprire vagando i luoghi nei quali viviamo e che spesso ci passano di fianco senza degnarli di uno sguardo curioso!
Ogni tanto ci armiamo di macchina fotografica, di guida e cartina e via alla scoperta di un angolo nuovo, e senza gli affanno del turista vero che per paura di non vedere tutto a volte vede male e in fretta!
L'anno scorso ho comperato delle bellissime cartine con percorsi simpatici da fare a piedi a San Francisco e dintorni, un modo gradevole di scoprire angoli di città, anche al di la di quelli consigliati dalle guide....
Domenica sotto un caldo sole ( non male per un 22 di dicembre) abbiamo parcheggiato la macchina lungo Alamo square Park, noto per le case più fotografate di San Francisco ( 7 splendide casette vittoriane una accanto all'altra che costeggiano un lato del parco) e siamo scesi a piedi in Pierce street estasiati dalla bellezza delle case che gradevolmente si affacciano sulla via, rese ancora più belle dalle decorazioni natalizie di cui gli americani come avete capito vanno ghiotti.
Abbiamo attraversato un secondo piacevole parchetto, Duboce  Park, piccolo polmone verde dove gli abitanti del quartiere vengono il week end a stendersi al sole! Abbiamo continuato diritti fino a market street per una pausa ghiotta e rilassante al Caffè Flore, un posticino allegro e animato, con una cameriera assolutamente folcloristica...
Dopo un bruch tardivo e ricaricati ci siamo avventurati in giro per Castro, il quartiere gay di San Francisco, una piacevolissima passeggiata tra bei negozi e case mozzafiato, in un sali scendi che ci ha portato ad una vista incredibile sulla città e la baia.... Siamo risaliti per Castro street fino a Liberty per poi ritornare indietro su Sanchez, siamo anche sopravvissuti ai mugugni delle ragazze alla vista dei tanti gradini... Ma poi hanno ammesso che ne valeva la pena!!
E passeggiando ci si "scontra" sempre con la cordialità degli americani, che scambiandoci per turisti veri ( comunque ammettiamolo un po' lo siamo sul serio!) ci salutano cordialmente, dandoci il benvenuto nella loro città e indicandoci anche possibili mete turistiche.... La cara vecchia Europa in questo senso ha tanto da imparare....



sabato 21 dicembre 2013

Aspettando il Natale....

l'arrivo di Babbo Natale
Metti insieme una banda d'italiani che vivono dall'altra parte del mondo, aggiungi una valanga di panettoni, una chitarra, tanta allegria e come ciliegina sulla torta un babbo Natale che sorridente si presenta alla porta! beh e' fatta la festa Natalizia italiana e' gia' un successo per grandi e bambini.... e fa bene a tutti noi banda di migranti che in questo periodo dell'anno sente forse un po' di piu il peso di essere lontani dalla propria famiglia!

la distribuzione dei regali tra lo stupore generale!!

Babbo Natale con renna!!


Eh si eccoci al nostro ennesimo Natale in giro per il mondo, l'albero e' li colorato e luccicante, lo stesso che ci segue un po' sghembo da un'oceano all'altro e che forse alla terza   attraversata oceanica reclamerebbeun meritato pensionamento (visto anche il trattamento poco simpatico che la nostra micetta gli riserva per il suo mese di onorato servizio!)
eccoci al nostro secondo Natale Americano immersi nell'aria festosa della Silicon Valley, tra l'esplosione di luci messe in mostra sulle facciate delle case in una gara a chi illumina di piu, a chi stupisce di piu!!
due vie piu in la!!
I festeggiamenti pre natalizi si susseguono  e mi piace un sacco vagare per le strade a vedere fin dove arriva la fantasia nella decorazione di giardino e facciata!
ce n'e' per tutti i gusti, mi fermo spesso per tirar fuori la macchina fotografica e immortalare la massa informe di decorazioni sparse qua e la .... ci sono addirittura strade in cui gli abitanti devono aderire ad una specie di codice della decorazione, abiti li ma solo se sei disposto a decorare a mille la facciata di casa tua e il giardino antistante!
Devo dire che quest'anno per non sentirci da meno anche noi abbiamo comperato lucine colorate che installeremo nel week end, tanto per essere in sintonia con i nostril vicini! per il momento ogni sera faccio brillare le luci del nostro albero che allegramente fanno cucu dalla finestra e diffondono atmosfera natalizia in tutta la casa!

 
Incredibile comunque come il Natale,  festa che adoro particolarmente, mi faccia anche riflettere sul passare del tempo....e' gia' Natale, mi dico , ed e'gia' il secondo da quando siamo in California! il tempo vola mi sembra ieri il tempo di tanti Natali, il primo di Federica, quello incinta di Chiara, quello  a chiederci se il terzo bebe che sarebbe arrivato con l'anno nuovo sarebbe stato un maschietto ..., l'ultimo tutti insieme con il nonno Pierre e il primo senza di lui.... il primo Natale a Tokyo e quello in India con un'atmosfera natalizia che stentava a farsi strada con 35 gradi al sole!
Il Natale del dopo ennesimo trasloco mentre il 24 dicembre i traslocatori scaricavano gli scatoloni, le bambine decoravano l'albero e io preparavo il pranzo del 25....
e poi i tanti della mia memoria.... tutti li nitidi nella mia mente, la casa delle bambole aperta con stupore ai piedi dell'albero, i miei occhi increduli di fronte alla distesa di regali ....la tavola apparecchiata a festa con i miei di nonni, sorridenti e felici, e lo stesso sguardo sorridente e felice dei miei genitori diventati nonni a loro volta .... e nel tempo sempre le stesse emozioni vissute da bambina prima e rivissute poi da mamma ....Buon Natale!!!
 E qui un link per andare a vedere le  case piu pazzamente illuminate della Silicon Valley luci della Silicon Valley... un po' come essere qui con noi!!
 





  

giovedì 12 dicembre 2013

Primi passi verso il college!

Mi sembra ieri quel primo giorno di materna, la mia bimbetta per mano con due bei codini e lo sguardo furbo dei suoi quasi tre anni....ed eccoci qui dopo 14 anni di scuola in giro per il mondo a pensare al college.... Come al college? Eh si ci siamo quasi!

Federica è junior in High School, penultimo anno di liceo. Il college è li alle porte e noi siamo quasi digiuni di tutto questo sistema.... Digiuni ma con tanta buona volontà!
La scuola americana la stiamo scoprendo con le nostre figlie, attraverso i loro progressi e i piccoli passi in questo sistema nuovo per noi! 
Federica è quella che ci ha aperto le porte su questo nuovo mondo e sui suoi meccanismi e adesso insieme cerchiamo di barcamenarci per capire come fare....
Piccola parentesi pre college: la scuola americana che dall'esterno può sembrare ludica e super aperta, in realtà ha rigidità fortissime nel suo sistema con precisi canali entro i quali muoversi se si vuole arrivare in certi posti, cioè certe università.... Per questo il sistema è molto diverso dall'italiano che conosciamo noi, dove lo studente avanza con i suoi ritmi senza compromettere al liceo i suoi anni di università, o senza essere obbligato a fare scelte diverse per il suo futuro solo per mancanza di applicazione a 15 anni!
Nel sistema americano il cursus liceale è importantissimo, o meglio sono fondamentali i risultati dello studente,e questo a partire del primo anno, e le materie studiate.
Nel liceo americano infatti il cursus scolastico lo si fa un po' su misura di studente, a parte il primo anno dove la scelta delle materie è meno libera, dal successivo ci sono opzioni di vario tipo, oltreché aree tematiche all'interno delle quali scegliere le materie che si preferiscono...
Attenzione però la libertà è solo apparente, uno studente che punta a fare un certo tipo di studi dopo il liceo deve scegliere certe materie e avere anche un buon numero di corsi di livello più alto, i famosi AP advancement placement.
Il profilo di uno studente lo si costruisce pian piano e il fine ultimo è renderlo il più attraente possibile, insomma far uscire fuori quelle differenze che fanno scegliere lui è non un altro nella dura corsa verso il college.
Lo studente deve dimostrare non solo di essere bravo, e questo è il dato preso in considerazione guardando il GPA ( l'equivalente della nostra media dei voti), non solo dell'anno , ma cumulativo dei vari anni di liceo. Il terzo anno, cioè il junior è poi l'anno fondamentale, infatti i dossier vengono depositati alla fine dell'autunno dell'ultimo anno di liceo, quindi un penultimo anno brillante preceduto da un buon cursus e con sulla carta una scelta di corsi stimolante per finire in bellezza, da un immagine vincente!
Lo studente quindi oltre al GPA ha bisogno di mettere in mostra altri elementi che ne completano il profilo, lo studente americano non solo deve essere bravo ( non poi così facile se si considera veramente bravo uno studente che si aggira intorno al 90% di elementi corretti in tutti i suoi compiti e valutazioni) ma deve anche avere una marcia  in più, essere sportivo e far parte di una delle tante équipe della scuola è un elemento molto importante, la lettura infatti da parte del college sarà : guarda un po', ha una media molto alta e in più fa due ore al giorno di sport.....ottimo non un secchione che passa il tempo sui libri ma una personcina che si organizza e fa anche altro oltre a studiare....(in questo io che adoravo fare sport e avrei fatto,solo quello sarei almeno stata presa in considerazione!)
I ragazzini americani fanno tutti tantissimo sport e molti fin da piccoli sono incanalati in un'attività anche per questo... Mens sana in corpore sano.....e un buon biglietto da visita per il college!
Ma non è finita qui, lo studente deve anche dimostrare di fare altro, lavoretti, volontariato, insomma di avere uno spirito aperto e creativo... Fantastico tutto sommato se si pensa che i sedicenni americani hanno già tutti un primo approccio con il mondo del lavoro e le sue regole!
Il quadro appunto che deve venire fuori è lo studente con tanti interessi, che sa vivere al di fuori dello studio, pronto a dedicarsi agli altri( con il volontariato) e capace di darsi da fare.
La scuola americana non ha un esame di maturità come lo consociamo noi, ci sono però tanti altri esami negli anni di liceo e il più importante è il famoso SAT il cui score è importantissimo nel dossier di accesso al college, l'ultimo tassello fondamentale. 
Normalmente è un esame che si affronta nella primavera dell'anno junior( il penultimo) e che si può anche rifare più volte per migliorare il proprio score, solo l'ultimo sarà preso in considerazione dalle università.( Federica ha deciso di provare subito alla fine del suo corso di preparazione, quindi ha appena avuto il suo esame la settimana scorsa)
Un buon risultato è importante se si vuole accedere alle migliori università. l'esame va preparato e praticamente tutti gli studenti prendono lezioni apposite per prepararlo, e molti incominciano prestissimo, persino alla scuole medie......
Fondamentalmente i tasselli che costruiscono il profilo dello studente vanno messi insieme fino all'inizio dell'anno senior, l'ultimo anno, per essere poi pronti a lavorare sulla costruzione del dossier da presentare nelle diverse università.
Un primo incontro con i consiglieri ( la figura del counselor è importantissima, segue infatti lo studente nelle scelte, nei progressi e aiuta appunto nei momenti cruciali dell'application al college) l'abbiamo avuto verso la seconda metà del secondo anno, tanto per spiegarci le varie tappe, che erano veramente oscure per noi sei mesi dopo l'arrivo in America, quindi incontro fondamentale!
Ad ottobre di quest'anno abbiamo poi avuto un incontro per il quale nostra figlia doveva già avere un po' le idee chiare sul suo futuro, e anche sul tipo di college nel quale avrebbe voluto applicare....
È stato utilissimo per capire come incominciare a costruire il suo dossier e come procedere ad esempio nella selezione dei college.... Ed è stato utile anche a noi genitori per vedere quanta determinazione in questi sedicenni americani... La nostra ci ha spiazzati, idee chiare, domande pertinenti, determinata nelle scelte.... No io non ero così alla stessa età, e questo è frutto di u sistema educativo estremamente aperto e stimolante ( poi forse anche un po' merito della vita che ha fatto fin'ora...spero)
Normalmente si depositano una decina di domande e ovviamente non solo nel top dieci delle migliori scuole, l'importante è scegliere anche un certo numero di scuole meno quotate che possono però essere una giusta opzione nel caso il dossier non fosse accettato nelle migliori....
Un elemento importante nel dossier è l 'essay che lo studente deve scrivere per presentarsi, diciamo che è un po' il suo biglietto da visita, che sommato a tutto il resto darà il risultato finale!
Che stress  poveri ragazzi! A 16 anni io andavo avanti a velocità di crociera senza troppo stressarmi e soprattutto conscia che i miei voti liceali non avrebbero per nulla condizionato ne le mie scelte universitarie ne il mio futuro.... Non mi sono ammazzata fino alla fine del liceo, tirando fuori un po' d'orgoglio per l'esame di maturità e soprattutto dando poi il meglio nei miei studi universitari....
Non sarà lo stesso per le mie ragazze in un sistema che è si fantastico ma che non ti permette di portare a scuola la spensieratezza dei tuoi sedici anni, protesi già verso un futuro il cui successo passerà spesso da un buon college!
Il positivo in tutto questo è che ci sono comunque delle possibilità di recupero, si può essere mediocre al liceo, farsi due anni in un college di serie B e poi dimostrare di avere le capacità di andare a Stanford e continuare allegramente i propri studi, così come non è detto che si debba veramente avere le idee chiarissime sul cosa farò da grande, l'università americana è piena di passerelle, e i primi anni sono abbastanza generali da permettere scelte diverse da quelle di partenza!

giovedì 28 novembre 2013

La perdita...

Una delle cose più dure quando si vive lontano, al di la della distanza delle persone alle quali vogliamo bene, è la perdita delle persone care, viviamo con la paura che una brutta notizia arrivi, e con quella altrettanto forte di non farcela a salutare in tempo chi se ne sta andando.
ci sono passata e i 10 anni trascorsi non hanno in nulla diminuito l'angoscia di quel viaggio ancora presente in me.... Il viaggio con la paura di non farcela, di non arrivare all'appuntamento con un saluto finale che ci aiuterà a superare il distacco e, mi piace pensare, che aiuterà anche chi se ne va a chiudere gli occhi con il nostro sorriso e il calore della nostra mano.
l'ho fatto più di dieci anni fa di partire lasciando dietro di me tre bambinette che si chiedevano cosa stesse succedendo, l'ho fatto trattenendo il fiato in quel viaggio in treno da Parigi a Torino che mi sembrava durasse anni e non ore.... e ho rivissuto momenti belli e sorrisi trattenendo le lacrime, con la paura dilaniante che una volta scesa dal treno mi avrebbero detto che era ormai troppo tardi....
come sarebbe stato non poter salutare quel padre fantastico che ha sempre saputo regalare sorrisi, come avrei potuto continuare ad andare avanti con il peso di non avergli detto le ultime importanti parole....
Adesso dieci anni dopo ci ritroviamo con la stessa dilaniante attesa, un altro papà, un' altro nonno sta per chiudere gli occhi su questa vita, un altro figlio ha fatto un lungo viaggio per sentire ancora la sua mano calda e sussurrargli l'amore che li lega, ha lasciato dietro di se tre ragazze che come le bambine di dieci anni prima si chiedono perché, dove sia il senso di tutto questo...
Mi piace pensare che forse in qualche luogo remoto questi due padri, questi due nonni si ritroveranno e insieme contempleranno noi in questa parte di mondo, ci sorrideranno e ci daranno la forza per continuare a vivere, a gioire e soprattutto ad amare chi ci sta intorno!
Buon viaggio nonno Marco porta con te la dove vai un bacio anche al mio di papà!

martedì 19 novembre 2013

Bambole, bambine e marketing americano!!

In America c'è un genio, non so se sia un uomo o una donna, e questo genio un giorno ha inventato una bambola , la bambola si chiama American girl, il successo è stato straordinario!
Una bambola, si proprio una bambola, una bella, ammettiamolo, una bambola con splendidi capelli e belle proporzioni e per questa bambla sono stati fatti tanti vestitini e tanti accessori, ma proprio tanti, dagli occhiali da sole alle stampelle, dal lettino declinato in vari modelli, alla tenda da campeggio.... abbastanza delirante sfogliarne il catalogo
Andando sul sito si puo farsi un'idea American Girl
Ma perchè un genio, dove sta la genialità nel creare l'ennesima bambola?
Per prima cosa questa è una bambola fatta per trovare la bambina che le assomigli (o forse il contrario, dipende da che parte ci si trova, se bambola o bambina)
Poi intorno le è stato costruito un mondo fenomenale con tutto quello che ci vuole per vivere esattamente all'unisono della sua piccolo proprietaria-mammina.
La bambina e la bambolina potranno anche vestirsi uguali, gli stessi vestiti sono infatti declinati in misura bambina e misura bambola.
Ma non basta.
Per vendere la bambola sono stati concepiti negozi eccezionali con al loro interno il ristorante per andare a mangiare dove anche la bambolina avrà il suo posto a tavola (servita anche lei con piattini e bicchierini), ma non solo ... all'interno del negozio c'è anche il parrucchiere dove portare la propria bambola a rifarsi una bellezza capillare...
Tutto questo ha un prezzo, sul quale glisso...
ma perchè ne parlo, tanto più che ho già postato qualche foto dicembre scorso quando un po per caso siamo capitati adavanti al negozio American Girl di Los Angeles... da sabato anche San Francisco ha il suo American girl store e veramente non lontano da casa allo Stanford Shopping center di Palo Alto, il nostro shopping center...
Erano settimane che aspettavamo con Camilla l'apertura del nuovo negozio, annunciata ovunque da cartelloni pubblicitari come super avvenimento!
Avevo promesso da mamma gentile di portarla a fare un giro il giorno dell'inaugurazione.... avessi saputo...
Il Delirio!

siamo arrivate alle 9 del mattino, c'era una coda eterna che zigzagava per lo shopping center, tenuta in ordine da uno stuolo di vigilantes sorridenti ma ferrei...una coda zeppa di mamme e bambine, con qualche sporadico papà e qualche santa nonna, e i tre quarti delle bambine avevano in mano la loro bambola e almeno la metà erano vestite in coordinato....
l'eta delle bambine andava dai 5/6 anni all'infinito direi, visto che c'erano anche gruppi di fanciulle che avevano l'aria di aver superato da un pezzo l'adolescenza ma anch'esse munite di bambola mi sono fatta delle domande, ma è anche vero che nei nostri anni giapponesi ho visto talmente tanti adulti cadere in certe situazioni nel delirio dell'infanzia, beh insomma non ci faccio neanche tanto caso
due ore di coda per alla fine.... arrivare ad un benedetto tavolino dove anzichè aprirti con gioia le porte del negozio ti consegnavano un cartoncino con scritto il numero del tuo gruppo, stave entrando nel negozio il gruppo 1/16, a noi è stato attribuito l'1/49.... panico!
Ho fatto due calculi rapidi per dirmi che non saremmo sicuramente entrate prima delle 4 del pomeriggio...
Abbiamo varcato la porta del negozio alle 5 spinti da una folla indelirio (quella del gruppo 49 con i quali ci siamo scambiati sorrisi d'intesa, del tipo "è finita" "ce l'abbiamo fatta" "finalmente tra un po si torna a casa".... le ore di convivenza in coda creano legami) quando dico in delirio non esagero... una mamma dietro di noi quando hanno dato il via all'ingresso del nostro gruppo si è messa ad urlare come un'indemoniata, con gridolini acuti e saltando sul posto, ve lo giuro!!
Alla fine siamo entrate!
la mia ricompensa?
il faccino felice di Camilla che mi ha detto sei veramente una super mamma! non ha prezzo!!







giovedì 14 novembre 2013

L'adolescenza....

Venerdì sono andata da una conferenza sull'adolescenza, devo dire che con due adolescenti e mezzo in casa l'argomento mi sta a cuore.... Non che la situazione da noi sia drammatica, anzi tutto sommato per il momento non ce la caviamo male, qualche rispostaccia e qualche porta sbattuta, degli umori altalenanti e dei risvegli difficili, ma niente di incontenibile e drammatico.... Non siamo confrontati a ragazzine apatiche e senza interessi che si trascinano per casa o a ribelli che accumulano bravate allegramente.... Una sana adolescenza!
La conferenza è stata comunque utilissima, il problema non è stato affrontato dal solito punto di vista psicologico-ormonale, riducendo l'adoloscente ad un cumulo di ormoni impazziti e ad un bambino che non gestisce il suo corpo che diventa adulto.... Il problema è stato affrontato dal punto di vista medico e soprattutto incentrato su cosa succede all'interno del cervello in piena evoluzione e confusione dei nostri pargoletti...
Confusione dovuta proprio ad un vero caos che si produce nel loro cervello in questo delicato periodo, con cambiamenti importanti, sviluppo di zone e eliminazione di connessioni non utilizzate, insomma una situazione reale di lavori in corso nelle loro testoline che li porta ad agire in un certo modo semplicemente perché,data la situazione, non hanno inquel momento l'uso di certi mezzi per reagire ....
 Reagiscono male? Semplice, non riescono più a decifrare le nostre espressioni ma non per pigrizia ma per temporanea mancanza di capacità proprio nel decifrare.....
A questi lavori in corso che ovviamente alla fine ci restituiranno nostro figlio/ figlia  completamente capace di intendere e di volere , si aggiungono poi i benedetti ormoni e la caduta drammatica dei livelli di dopamina che li rende apatici e privi di entusiasmo...
Certo crescere non è facile, passare dal mondo spensierato dell'infanzia a quello,più complesso, della vita adulta non è una passeggiata. Per noi adulti sembra un periodo talmente lontano e ci fa quasi sorridere questa complessità, ma vedendo le energie che i nostri figli ci devono mettere soprattutto per diventare adulti in un mondo sempre più complesso, ci lascia in ammirazione.
Le guardo con occhi diversi adesso le mie due adolescenti e mezzo, cerco di essere più tollerante di fronte alla grande confusione nelle loro testoline, sopporto forse anche meglio le porte sbattute e quegli sguardi interrogativi che mi lanciano quando cerco con calma di spiegare loro cose semplici.... È una questione di tempistica parlare con loro nel momento giusto in cui tutte le connessioni cerebrali    si sorridono tra di loro prima di rimettersi in guerra per costruire gli stupendi adulti che ci troveremo affianco in futuro!

domenica 3 novembre 2013

Il giorno più spaventoso dell'anno!

È incominciato presto questo 31 dicembre, giorno di Halloween! È incominciato direi verso fine agosto con piano piano oggetti vari a invadere i negozi, e poi è stato un crescendo che nelle ultime settimane ha mescolato i mostri, le streghe e i fantasmi ai tacchini di Thanksgiving e alle prime (premature) decorazioni natalizie!

Siamo in America e si sa il commerciale regna sovrano, anche se a quanto pare dalle ultime voci che mi arrivano dall'Europa non si scherza neanche più li!
prova di maschere              
 
Comunque al di la dell'invasione assurda di gadget, ammettiamolo l'atmosfera è grandiosa e ci siamo fatti prendere la mano anche noi decorando casa nostra in gara con i vicini! Il risultato è splendido e pauroso... Si cammina per strada incontrando qua e là lapidi di polistirolo( ne fummo precursori con i miei amici in una lontana festa torinese ad inizi anni novanta quando passammo del tempo a preparare orrende e macabre decorazioni!),

 ci si imbatte in ingressi normalmente austeri ricoperti da ragnatele dalle quali pendono ragni di ogni dimensione, si inciampa in zucche abilmente intagliate e illuminate da candele .....bello e lo è ancora di più se penso che tra poco più di un mese alla follia delle decorazioni di Halloween si sotituirà quella del Natale.... notevole anch'essa!!


Alle otto questa mattina la strada era già simpaticamente pullulante di bambini e ragazzi travestiti che a piedi o in bici si avviavano verso scuola....giornata di sfilate in maschera o semplicemente come al Liceo giornata in costume per tutti! È non si scherza perché qui per strada il 31 non si travestono solo i bambini ma le persone di tutte le età, così andando verso scuola per la sfilata di Camilla sono stata superata dalla mamma non giovanissima con orecchie da Minnie, seguita da un'atletica mamma Superman con tanto di mantello e grande S davanti....


Non parliamo poi dei genitori ad assistere alla sfilata, moltissimi travestiti a creare una moltitudine gaia e colorata!
Camilla di ritorno dalla sfilata di Halloween nel giardino di casa
Le grandi al Liceo si sono trovate ad assistere a lezioni serie, di fronte a professori mascherati.... e non con un cappellino ridicolo ma mascherati seri.... Per non Parlare di Paolo in ufficio circondato da tartarughe Ninja e altre bizzarrie: c' è gente che ha lavorato seriamente tutto il giorno vestito da hockey o con in testa le antennine da ape Maia, c' è chi era in tenuta luccicante anni settanta disco e chi si è trascinato per la giornata intera le spade sulla schiena infilate nella corazza...
Federica il 31 pronta per andare al Liceo
Chiara pronta anche lei per la scuola mandano le ali!
 

Halloween tira sicuramente fuori il bambino che c' è in noi e tutto sommato è grandioso perché essere seri sempre quando ridere e divertirsi è fondamentale? E anche le persone più serie di tutte possono avere la loro parentesi di relax in questa notte di mostri e streghe: un nostro amico stimato professore in una notissima Università la notte di Halloween si traveste e si siede davanti a casa immobile avvolto nella nebbia(prodotta dall' apposita macchina ) e rimane lì nell' attesa che gli ignari bambini, convinti che sia un fantoccio decorativo , si avvicinino alla porta per chiedere caramelle.... e li si alza in piedi e urla per terrorizzarli....
l'uomo che terrorizza i bambini!!

Happy Halloween!!

 anche Macaron vestita a tema

foto di gruppo per la festa di Halloween

venerdì 25 ottobre 2013

I parchi più belli del mondo: Yosemite


Yosemite nel mio immaginario era uno di quei posti mitici che avevo voglia di visitare, avevo voglia di estasiarmi di fronte all'immenso spettacolo che la natura mi avrebbe messo davanti, avevo voglia di sentire quella gioia pura che solo gli immensi paesaggi sanno darti...

 Mi è successo altre volte di rimanere a bocca aperta di fronte ad un posto mitico.... Ho provato le stesse sensazioni all'alba di fronte allo spettacolo di Hayers rock nel centro dell'Australia, con la pietra rossa che veniva fuori fiammante,
 Australia 2006

 o passeggiando sulla grande muraglia guardandola perdersi a vista d'occhio nel paesaggio...

Cina 2007
O ancora lo provavo tutte le volte che il Fuji nella sua imponenza mi si manifestava davanti al mattino quando lo contemplavo con la mia tazza di caffè in mano dalla terrazza del nostro chalet con vista....
il Fujii San 2006
Sono spettacoli incredibili che meritano di esser goduti nella loro grandiosità!
Le bellezze naturali sono grandiose e devo dire che durante i nostri anni giapponesi ho imparato molto rispetto alla percezione della natura nelle sue molteplici sfaccettature e al modo di guardare ad essa... i giapponesi hanno queste grande capacità di estasiarsi ancora per la natura che si sveglia, per le foglie che cambiano di colore in autunno, per una piantina che cresce tra asfalto e cemento.... Ho imparato a guardare con altri occhi e ad estasiarmi anch'io ogni volta che gli spettacoli naturali mi si aprono davanti, concentrandomi anche su piccole cose, dettagli minuti, colori che cambiano....
Yosemite è grandioso, un parco straordinario, una natura forte, intensa, meravigliosa.... Non abbiamo scelto il periodo migliore per andarci, gli inizi di settembre quando incendi devastanti ne minacciavano l'accesso... E infatti siamo entrati nel parco con una nebbia fitta di fumo e sotto una pioggerellina di cenere.... Siamo arrivati allo chalet che avevamo affittato con i nostri amici convinti che il giorno successivo avremmo preso armi e bagagli e avremmo ripreso la strada di casa....
E invece al mattino ci siamo svegliati con il sole che faceva capolino e abbiamo potuto partire alla scoperta del parco!
le ragazze con i figli dei nostri amici
Yosemite fu il primo sito protetto al mondo nel 1864  grazie ad un decreto firmato da Abraham Lincoln in persona. 
Nel 1890 grazie poi al lavoro appassionato di un geologo scozzese è diventato Parco Nazionale.
Il parco situato nel cuore della Sierra Nevada è una zona privilegiata di fauna e flora, vi sono concentrate tutte le cose che uno immagina di vedere nei parchi americani, sequoie giganti, paesaggi mozzafiato, animali selvaggi di ogni tipo....ci sono tantissimi orsi e bisogna fare attenzione per esempio quando si campeggia.... Nei campeggi ci sono ripostigli appositi a prova d'orso, per evitare che ti sventrino la tenda per rubare la nutella ( si si degli amici ci hanno raccontato di orsi che si sono fatti fuori vasetti di nutella aprendone i coperchi tipo apriscatole con le unghie!)
Anche le pattumiere sparse qua e la nel parco sono a prova di attacco di orso affamato...
Alla valle è stato dato il nome di Yosemite in riferimento ad una tribù indiana, gli Uzumatis, sterminati nel XIX secolo
coccole padre figlia
 
La valle è un esempio splendido di valle glaciale, dominata da Half Dome e da El Capitan, meta degli arrampicatori di tutto in mondo che ci mettono giorni a scalarlo dormendo appesi in parete
Noi ci siamo fatti due splendide ( e faticosissime ) passeggiate, la prima fino a Glacier Point, una salitona di ore ed ore senza fine, ma il premio finale è stata la magia di una vista incredibile sulle montagne della Sierra Nevada.

Il sentiero che abbiamo preso si chiama 4 miles trail, incomincia a salire dolcemente per poi diventare sempre più impervio e faticoso man mano che ci si avvicina alla cima che sembra non arrivare mai.... A metà percorso i buonissimi panini previsti come pranzo al sacco ci hanno aiutato a riprendere energie e ripartire alla grande! alla fine del sentiero si attraversa una foresta di sequoie per poi arrivare....

 Al parcheggio e rendersi conto che anziché la faticosissima marcia forzata in mezz'oretta saremmo saliti in macchina.... Ma comunque ne è valsa la pena!
 
Il giorno dopo con le gambe doloranti ci siamo detti di fare una passeggiata più tranquilla verso la cima di Vernal Fall.... Tranquilla si fa per dire, se l'inizio è un sentiero in salita si ma tranquillo, arrivati a metà strada la storia si fa seria....

Lo spettacolo è sublime ma la salita nella scala intagliata nella roccia è massacrante, il dislivello forte ci lascia senza fiato.. Ringrazio personalmente le mie tante ore di nuoto e le camminate settimanali, e mi felicito con le mie ragazze che sono salite quasi senza fiatare....
 
e alla fine pausa rinfrescante scendendo a valle!