venerdì 30 novembre 2012

Incontro ravvicinato con la terra dei vini


Napa Valley
ovvero piccola scoperta della Napa Valley!
Finalmente vacanza, da quant'era? l'ultima tutti e 5 insieme la settimana bianca di fine febbraio, bella ma con la testa già in California, rilassante e innevata ma con il pensiero alla nuova avventura alla quale avevamo detto di SI, mandando a rotoli sicurezze e un biglietto andata e ritorno con  tutti i confort nella calda e caotica Chennai!
Insomma questi tre giorni di Thanksgiving erano veramente desiderati da tutti in casa, e il modo migliore per svagarsi era un giretto da qualche parte.... direzione la Napa Valley, culla dei buonissimi vini californiani, paesaggi incredibili con vigne a perdita d'occhio, tra palme e pini montani, eh si perchè qui in tre metri si passa da un paesaggio tropicale, all'alpino, da paesaggi aridi a fitte foreste di alberi secolari.
Già solo il giro vale il viaggio in California!!





Bodega bay



pranzetto al sole in riva al mare...
Prima tappa siamo andati dritti a Bodega bay, bellissima baia che illuminata da uno splendido sole era ancora più bella, di solito pare sia immersa nella nebbia tipica di questa parte di costa californiana, e forse per questo fu scelta come set del film gli Uccelli di Hitchcock. E da bravi turisti siamo anche andati a visitare nel villaggeto di Bodega quel che resta dei luoghi in cui agli inizi degli anni sessanta si giro' il film.
 la chiesetta e la scuola di Bodega



La casa quella assalita da uccelli urlanti non c'è più, dovettero demolirla, cosi ho letto, perchè gli appassionati seguaci del regista ne fecero una meta di pellegrinaggio, incominciando a smontarla pezzo dopo pezzo per riportarsi a casa un ricordo! sono ancora li invece belle e ben conservate la chiesetta e dietro ad essa la scuola.
Comunque la nostra vacanzina è incominciata con un pranzetto frugale ma simpatico al sole e con vista mare, già di per sè importante per metterci di buon umore!

 Sonoma e la sua piazza messicana

Dalla bay poi abbiamo preso stradine splendide attraverso la valle di Sonoma, meno rinomata della vicina Napa, ma anch'essa terra di proprietà vinicole, abbiamo fatto una tappa a Sonoma, cittadina di stampo messicano dove abbiamo piacevolmente passeggiato intorno alla piazza quadrata in cui troneggia la statua in ricordo dei primi "rivoluzionari" che prima che la California passasse agli Stati Uniti, avevano fatto un tentativo andato a buon fine per una ventina di giorni , di rivolta piantando nella piazza la bandiera amerciana. Tappa finale della nostro itinerare Napa, moderna ma ordinata e piacevole cittadina, dove pero' la sera di Thanksgiving trovare da mangiare è stata un'impresa epica!
bell'insegna americana

Siamo finiti alla fine spinti dalla fame, dalla stanchezza e soprattutto dalla disperazione in un orrendo Denny's uscendo dal quale ci siamo detti che forse il digiuno sarebbe stato meglio!!
 Ci siamo poi rifatti a colazione, e poi via tra vigne e assaggi!!
Avevamo diversi indirizzi consigliati, non facile scegliere tra tanti produttori e soprattutto consci che non avremmo nè potuto farli tutti, le ragazze non avrebbero più apprezzato alla fine, nè avuto la voglia... già l'assaggio del vino alle 10 del mattino per me era sufficiente!
HESS

Comunque la nostra prima e alla fine praticamente unica tappa di acquisto e assaggio è stata in un posto splendido al quale si arriva percorrendo una strada tutta curve (con bambini vomitanti meglio astenersi) che in questa stagione autunnale lascia a bocca aperta con tutte le sfumature di colore dal giallo al rosso vivo.
Il Signor Hess direi che ha i miei stessi gusti! non solo il posto è bello, la casa (insomma casa è un po' riduttivo) è bellissima, un misto di vecchia cascina e casa d'architetto, con al suo interno una collezione di quadri e sculture di artisti contemporanei, e qui devo dire che a parte qualche pezzo che mi ha lasciato un po' perplessa avrei potuto prendere tutto in blocco, soprattutto gli splendidi quadri e portarli a casa. http://www.hesscollection.com/
La visita quindi dell'azienda vinicola incomincia da qui, dalla collezione privata del proprietario e poi si termina intorno ad un sobrio ed elegante bancone da bar dove si dà il via agli assaggi.
Il procedimento è un po' diverso da quello che conoscevamo noi, lontano ricordo di un bel giro tra vini di borgogna nel lontano 2000 con Guido e Francesca i nostri amici!
Qui per gli assaggi si paga, paghi un forfait di un certo numero di assaggi, e poi solo se compri e compri un certo numero di bottiglie ne sei esonerato... devo dire che vedendo la quantità di turisti soprattutto asiatici posso capirlol'assaggio diventa redditizzio (e mi chiedo anche a fine giornata quanti ne raccattino completamente sversi sui bordi della strada!!)
l'assaggio è assolutamente vietato per i minori di 21 anni, quindi evitare di portarsi dietro un 18enne e metterlo in tentazione, già le nostre erano molto tristi di non poter "fare pic" (il fare pic consiste nel mettere la punta del dito nel vino e poi ciucciarlo) e limitarsi ad un'annusatina!!
NOI!!!

Hess ci è piaciuto, abbiamo assaggiato, comprato e siamo ripartiti soddisfatti!
Per pranzo tappa in un posto carinissimo dove pare facciano i migliori hamburger degli States, ed effettivamente erano buoni : per me la definizione di buono al di là del gusto è il digerire l'hamburger entro un certo limite di tempo, cosa che ad esempio non avviene con quello di Mc Donalds (è il mio blog posso dirlo)!

Camilla


Tappa seguente lo splendido Lake Berryessa ,circondato da una natura incredibile, paesaggi quasi lunari intorno a questa immensa distesa d'acqua.... abbiamo faticato pero a tirarci dietro soprattutto Chiara terrorizzata dal cartello all'ingresso del parcheggio che diceva "attenzione vipere e serpenti a sonagli" panico e terrore negli occhi di nostra figlia!!
Federica
Chiara
Al rientro verso l'albergo piccola tappa ad un outlet, in quello che qui si chiama il black friday, il giorno dopo Thanksgiving in cui ci sono ovunque saldi strepitosi e per i quali la gente fa la coda dalla sera prima (c'è una tipa che quest'anno ha campeggiato per una settimana davanti al negozio dove aveva addocchiato l'oggetto prescelto e per paura di lasciarselo sfuggire è stata previdente, spero per lei che ce l'abbia fatto) . Comunque il black friday è un appuntamento importante che chiude i festeggiamenti di Thanksgiving, i negozi sono aperti tutta la notte tra giovedi e venerdi e tutta la notte i registratori di cassa funzionano a ritmo ininterrotto! Non era nei nostri programmi ma come neofiti della vita americana il passaggio davanti all'outlet ci ha fatto cadere in tentazione per vedere con i nostri occhi com'era veramente. Ne valevala pena , non tanto per gli affari d'oro che alle sei di sera del venerdi erano ormai sfigatissimi (entrando da Burberrys ci hanno dato un cartoncino che diceva sconto di 200 dolari se ne spendi 750!!.... certo spenderne meno era difficile, ma comunque non parlerei di affari d'oro), quanto per la popolazione in fase acquisto compulsivo....c'era gente che andava in giro tra un negozio e l'altro tirandosi dietro valige a rotelle; una marea di cinesi, tanto che mi sono chiesta se non ci sia un tour operator cinese che organizza viaggi all'outlet di vaccaville per il black friday????
Serata indubbiamente migliore della precedente con ottima cena in una buonissima Steak house a Vaccaville, cittadina sotto Napa, dove ci siamo tolti ogni desiderio di carne buona, ben preparata e anche ben presentata!!
La nostra prima tappa di sabato è stata la visita tanto attesa della fabbrica di JELLY BELLY, un orrore di caramelle dai mille gusti (50 ufficiali)
questi simpaticoni della Jelly Belly ispirandosi poi alla famose caramelle di Harry Potter , quelle per le quali ogni volta era una roulette russa, si poteva capitare sulle buonissime come sugli scherzi al gusto orrendo, beh hanno fatto un po la stessa cosa, inventandosi gusti improbabili da mescolare a quelli buoni, si puo' quindi comperare delle caramelle al gusto cioccolato e dello stesso colore trovare qua' e la' nella scatola una jelly belly al gusto pappa di cane, oppure nella scatole al gusto cocco nascondere abilmente delle jelly al sapore di salviettina disinfettante....
degustazione 1

per me in realta' anche i gusti canonici erano orrendi al di la' del fatto che queste caramelle si attaccano orribilmente ai denti....
comunque spontaneamente come dalle due foto sopra e sotto Camilla ha voluto assaggiare salviettina, e io sono stata vittima della jelly belly pappa di cane, che in realta' per me era un po' come quella al cioccolato!
degustazione 2


La visita ci ha divertiti ma anche un po' nauseati, un giretto in macchina tra una curva e l'altra mi ha dato il colpo di grazia!! per fortuna ci siamo sgranchiti le gambe con un giro nell'azienda vinicola di Moet Chandon che produce qui un vinello tipo spumante a prezzi proibitivi!!

Prima di riprendere la strada di casa un simpatico pranzo campestre a Yountville, paesello tra le vigne particolarmente grazioso e ordinato, dove il vecchio mercato coperto è stato ristrutturato benissimo e pullula di ristorantini e negozietti in un ambiente calmo e rilassante....

Paolo veramente in vacanza!!
 
Rientro a casa pensando alle prossime (spero non troppo future) vacanze!



 

domenica 25 novembre 2012

studiando geografia...

Non mi dimentichero' mai il mio quaderno di quinta elementare con le regioni d'Italia, una dopo l'altra la maestra ci dettava tutto quello che dovevamo sapere dal Piemonte fin giù in Sicilia e noi con l'aiuto dei quaderni delle mie ricerche (eh si l'epoca del computer era ancora lontana, non lontanissima ma tant'è che dovevamo fare tutto a mano e meno male che c'erano i quaderni delle mie ricerche un wilkipedia versione anni 70, su tutto lo scibile e con tantissime foto da ritagliare!!) comletavamo le informazioni e ritagliavamo e appiccicavamo immagini. La maestra per farci procederesvelti premiava il quaderno migliore (mai il mio) e ci faceva vedere come esempio di ottimo risultato il quaderno di un'ex allievodi qualche anno più grande di noi ... un precisino! Comunque alla fine anche senza medaglia di miglior quaderno di geografia alla fine della quinta conoscevo a memoria le province italiane e i capoluoghi (che poi nel frattempo in questi trent'anni sono aumentate e diminuite)
Adesso pero' mi rendo conto che sono forse si ferrata sulle cittaà italiane, soprattutto del Nord... saraà che a fine anno mi impegnavo di meno!! ma sulle città degli Stati Uniti , beh è tutta una scoperta per me e mi diverte un sacco ad aiutare Camilla che studia le capitali dei cinquanta Stati americani e lo fa aiutandosi con questa divertente canzoncina
lei ovvaimente si ricorda tutto io 'casco' ancora su certe città, ma mi impegno ... non si finisce mai d'imparare

sabato 17 novembre 2012

da Halloween a Tanksgining!!


Fino a due settimane fa l’euforia di Halloween ha invaso negozi e strade, e adesso rapidamente Thanksgiving ha preso il sopravvento, con qua e là qualche anticipo natalizio che mette quasi l’angoscia ma dovro' fare un post apposito ….
Qui Thanksgiving è un grande anticipo di Natale, l'atmosfera è festosa, ci si ritrova in famiglia tutti intorno al tavolo imbandito per l'occasione, ci si scambia regali in allegria. Tutto sarà chiuso, scuole comprese e per noi cosa eccezionale anche Tesla (tre giorni di festa che pagheremo poi con un ulteriore week end di lavoro  ….)
il kit tacchino per cup cake tematici
in giro ci sono molteplici gadget in cui devo dire il tacchino ha il ruolo principale, le decorazioni mostruose di Halloween hanno lasciato il posto a un a tematica estremamente bucolica e autunnale...
 Il tacchino se la gioca da protagosnista, è ovunque e in tutte le salse, dal tovagliolo al piatto
questi i tovagliolini che abbiamo scelto
 per non parlare poi dei molteplici kit in vendita per prepararlo,per cuocerlo, delle farcie già fette e delle molteplici salase tacchino friendly!
il mix già pronto

qui c'è tutto  anche il purè di patate e la salsa ... pronto per l'uso!

Ma cos’è realmente Thanksgiving? La festa del Ringraziamento è celebrata in America il quarto giovedi di novembre, una tradizione storica che risale al 1623 quando il governatore della Colonia fondata a Plymouth dai padri pellegrini  diede l’ordine a tutti di riunirsi per ringraziare Dio per il raccolto effettuato. Gli inzi infatti per questi coloni arrivati dall’Inghilterra erano stati duri, i semi dei vari prodotti che si erano portati dietro non avevano infatti agli inizi dato i loro frutti e se non fossero intervenuti gli indani, che abitavano i territori fino a prima dell’arrivo dei Pellegrini, per dar loro una mano sul come coltivare queste terre i raccolti successivi sarebbero stati altrettanto poco abbondanti…
I pellegrini indissero quindi un giorno di ringraziamento a Dio per l’abbondanza ricevuta e invitarono anche gli indigeni senza il cui aiuto nulla sarebbe stato possible. Al menu in quel lontano primo ringraziamento ci furono dei piatti presenti ancora oggi nel tradizionale pranzo del Ringraziamento: tacchino, zucca, carni bianche, ostriche, frutta secca…..
La festa si estese poi pian piano, fino a diventare sotto George Washington nel 1789 festa nazionale
e devo dire che è molto sentita!!
Comunque visto che noi dove andiamo ci appropriamo delle nuove tradizioni, anche qui faremo nostra questa festa del Ringraziamento e ovviamente ai fornelli mi daro' da fare per identificarmi in una vera casalinga americana pronta a ricevere parenti e amici (in realtà dovremmo finalemente farci qualche giorno di vacanza quindi il nostro pranzo di Thanksgiving lo faremo in anticipo, ma con fedeltà alla tradizione!)


Sul mio super libro di cucina americana (grazie Gil e Erika) ho trovato una ricettina gustosa di Tacchino, il problema sarà trovarne uno di dimensioni umane per ora ne ho visti solo di enormi ...

ingredienti:
1 tacchino (contate circa 400 g. per persona) deve essere svuotato
100g di burro
per la farcia:
il fegato del tacchino
400gr di sasiccia
100gr di funghetti bianchi
100 di castagne in scatola
100 gr di mollica di pane
1 uovo
prezzemolo, sale e pepe

riscaldate il forno a 230 gradi
prepararate la farcia, tritate il prezzemolo e mescolatelo con la salsiccia, la mollica di pane, il fegato e tutti gli altri ingredienti, salate, pepate e lasciate riposare mentre  predisponete il tacchino alla sua gustosa fine

Mettete il tacchino in un piatto da forno, saletelo e pepatelo e spennellatelo di burro abbondantemente su tutti i lati
farcite il tacchino e chiudete il buco in modo che la farcia non fuoriesca, se la farcia fosse ancora visibile mettete un po' di carta d'alluminio
Legate le zampe in modo che rimangano ben attaccate al corpoo del tacchino durante la cottura
Infornate il tacchino e abbassate la temperatura a 160 gradi lasciando cuocere per 30 minuti, quindi continuate la cottura spennellando regolarmente con il sugo di cottura. Il tacchino sarà cotto quando pungendolo tra la coscia e il petto non uscirà più un liquido rosato ma chiaro

Tirate fuori il tacchino e lasciatelo riposare 15 minuti coperto con della carta d'alluminio in modo tale che il sugo ben si diffonda in tutto il tacchino

come accompagnare questo piatto come un vero americano?
500 grammi di marroni in scatola e 250 grammi di gelatina di mirtilli (questa a quanto pare non deve essere facile da trovare fuori Stai Uniti)

Buon Thanksgiving a tutti !!

giovedì 8 novembre 2012

Dal dottore????

un cambio Paese implica angosce e quesiti ai quali si cerca di dare risposte il più rapidamente possibile... medici, ospedali, pronto soccorsi, medicine &co sono spesso in cima alla lista, chi tra gli expat non si è mai chiesto come sarà nel prossimo paese l'approccio e non ha mai rimpianto il mondo medico conosciuto quando ci si ritrova per forza a dover affrontare il nuovo?

Generalmente per tutte le visite di routine, quelle che in gergo famigliare chiamoil "tagliando" sono rimasta legata ai mie cari medici, quelli che ho trovato in Francia la prima volta e che alla fine sono diventati i mie punti di riferimento... ma per tutto il resto non si puo' far altro che ricorrere alla medicina locale e in questo caso "paese che vai usanza che trovi"

E' chiaro che l'approccio del medico giapponese sarà agli antipodi dell'americano, è vero che in India tutto prende dimensioni giganti e che in America ci si muove sempre con i piedi di piombo prima di sbilanciarsi in una diagnosi, anche delle più semplici.

In questi anni ho imparato ad accettare le differenze, ad evitare il più possibile le cure fai da te (anche se mi porto dietro una nutrita farmacia) e soprattutto per principio se vado da un medico che mi ha fatto buona impressione tendo a seguire cio' che mi dice anche se so che in Europa avrebbero fatto diversamente....

In Giappone ho cercato il più possibile di dare fiducia alla medicina locale pur sapendo che i giapponesi per una storia di enzimi nel fegato assimilano più in fretta di noi le medicine e quindi hanno bisogno di dosaggi più bassi... il mio medico giapponese,il caro dottor Yamaoka vedeva sfilare nel suo studio abbastanza gaijin (stranieri) da saper fare la differenza.... mi è pero' capitato a volte di aver voglia di approccio europeo ricorrendo ad un simpatico medico tedesco fluente in francese con il quale era più facile tirar fuori cio' che non andava senza bisogno di eccessivi sforzi linguistici. Spesso mi sono trovata a difendere a spada tratta l'approccio giapponese di fronte alle critiche degli altri expat spaventati dai metodi diversi...certo è vero che quando si è malati si vuole andare sul sicuro ma tutto sommato chi ci garantisce che l'approccio giusto sia quello che conosciamo e non un altro?

 

In India non c'era scelta, medici indiani ma spesso con diplomi inglesi e americani, medici attenti forse troppo con la tendenza ad andare un po' troppo a fondo anche su cose semplici, un po’ forse per far funzionare il sistema: gli esami approfonditi sono redditizzi quindi perchè non andarci pesante con i pazienti tra ecocardiogrammi e prelievi vari!!(io mi sono ritrovata sul lettino dell'elettrocardiogramma solo per aver avuto un piccolo episodio di palpitazioni da stress che forse il mio medico avrebbe curato con una tisana e un calcio nel sedere condito di un "si faccia furba signora!")

 

Ma veniamo agli Stati Uniti il mio quotidiano attuale, premetto che non credo assolutamente di aver capito come il sistema funzioni, quello che so per certo è  che per chi come noi arriva dalla Francia "benedetta" dalla sua grandiosa Securité sociale l'impatto è duretto!!

Qui curarsi costa, costano cari  i medici, le cure e le medicine, e costano care le assicurazioni che ti permettono di non dissanguarti di fronte a salatissime fatture...

il problema finanziario lo si risoleve con una buona assicurazione, per l'approccio medico beh a quello ci si deve abituare...

quando sono partita da Parigi, il mio medico , brillante ginecologo che lavora da oltre vent'anni all'ospedale Americano di Parigi, mi racconto’ un po' come funzionava il sistema al quale lui era confrontato tutti i giorni, ridendo, ma con il senno di poi aveva ragione, mi disse « se lei va per un mal di gola partiranno dal tumore alle corde vocali per poi risalire al semplice raffreddamento... »

premonitore il dottore...

proprio in questi giorni abbiamo avuto una delle ragazze ammalata con febbre altissima e molto ma molto mal di gola... come faccio di solito ho aspettato per 36 ore per vedere come andava prima di rassegnarmi a comporre il numero del super speciallizzato centro medico vicino a casa.

La visita è partita dalle dite dei piedi praticamente, pesi, misure, ossigeno nel sangue, pressione, una sorta di check up... per poi culminare con un primo tampone di ricerca di streptococco che essendo negativo a portato ad un successiov secondo esame molto più approfondito con risultati il lunedi... eravamo di venerdi, e nel frattempo nulla di nulla solo un po' di paracetamolo per far scendere la febbre, che è rimasta a livelli allucinati per tutto il week end... a questo punto il lunedi mattina speravo in un verdetto di batterio gigante che aveva invaso la gola della mia adolescente pallida e smunta ormai... e invece no, verdettto negativo Signora ma se sua figlia non sta bene la riporti... certo che non sta bene ha delle placche tali in gola per cui non serve essere medico per capire che non va... fiduciosa e trulla ritorno con lei al centro medico dove invece che darmi l'atteso antibiotico il medico ha ventilato una possibile mononucleosi,e via altri esami, verdetto la mattina successiva...

morale niente mononucleosi e finalmente 10 giorni di antibiotici liberatori! ma sono ovviamente perplessa normalmente in situazioni analoghe prima si aspetta un attimo poi si da l'antibiotico e poi se non passa si scava...

ma mi dico che comunque sono qui e devo accettare l'approccio...

tra l'altro le medicine che vanno recuperate in farmacia (a differenza di Giappone e India dove il medico te le dava direttamente contate) ti portano a scoprire un altro meccanismo diverso da quello che conosciamo proprio su questo passaggio: medicina vieni a me!

Il medico non ti da la prescrizione la manda direttamente alla farmacia scelta da te in precedenza, tu sei iscritto li e lui te le manda li ...e  tu vai a ritirarle li !

Nota bene che le farmacie americane non vendono solo medicine, vendono di tutto , ma non come da noi rossetti, profumi e prodotti di bellezza, vendono cose da mangiare, riviste, cibo per animali, latte, prosciutto, (praticamente un pigro puo' farci la spesa, in realtà poi visto il tempo che ci metti a recuperare le medicine ti dici che almeno passi il tempo!) Al fondo poi della farmacia c'è la farmacia vera e propria quella delle medicine prescritte, li vai allo sportello pick up e dichiatri nome data di nascita e indirizzo, allora cercano il tuo sacchettino, una volta pagato pero' non te lo danno e ti mandano allo sportello consultations dove una farmacsta ti spiega la prescrizione, dicendoti esattamente quello che c'è scritto sul sacchetto  che contiene le medicine, nel mio caso era: 20 pastiglie da prendere per bocca (sempre meglio dirlo!) una al mattino e una la sera per 10 giorni. Chiaro direi me l'ha spiegato dicendomi che ovviamente essendo già sera "per oggi ne deve prendere una sola" neanche fossi scema...

 

Le considerazioni sull'episodio mal di gola: qui ci vanno con i piedi di piombo sia nelle diagnosi che nelle medicine, hanno paura che qualcosa vada per il verso sbagliato e si tutelano essendo il paese dei processi facili...

Le considerazioni su 15 anni di approcci diversi: o ti adegui o non vivi più, impara ad accettare le differenze, accetta il parere di un medico e proprio quando hai bisogno di essere rassicurato ricorri alla medicina di casa tua...

 

 

 

 

lunedì 5 novembre 2012

Si vota il 45esimo Presidente degli Stati Uniti


Domani si vota… domani sarà un grande giorno per gli Stati Uniti perche qui in America l’elezione di un Presidente la si respira e la si vive… certo si stà anche votando non solo colui che governerà questo potente paese ma anche colui il quale avrà’ un po in mano le sorti del mondo intero…

Speriamo che gli americani riflettano bene prima di « calare » il loro bollettino nell’urna…

Ovviamente anche noi qui expat in questo Paese abbiamo le nostre idee anche se non possiamo esprimerle domani con un bollettino di voto, ma abbiamo le nostre preferenze e faremo il nostro tifo personale !

Comunque cosa vuol dire un’elezione qui negli States ? beh per esserci atmosfera c’è … diciamo che le decorazioni di Halloween presenti nei negozi sotto forma di tutto fino a qualche giorno fa adesso hanno lasciato pieno spazio all’euforia del voto, con quel gran sentimento di appartenenza ad un paese unico e unito che gli americani hanno nonostante i 50 Stati che lo compongono mantenendo ognuno le proprie individualità, ma per il resto qui tutti sono e si sentono Americani e forse qui sta la chiave del tutto…. quel sentimento di appartenenza che noi italiani non abbiamo , non abbiamo mai avuto o non abbiamo più, almeno in Italia, poi andando all’estero le cose cambiano un po’ ci si sente stranamente molto più italiani di chi non ha avuto la possibilità o la voglia di « scappare »….

Comunque tornando alle elezioni anche a scuola i bambini (nel nostro caso Camilla, grade 5th, quinta elementare) hanno dato un’occhiata ai programmi e discusso sui profili dei due candidati, in modo assolutamente neutro … trovo bello il sensibilizzare i giovani alla vita politica vera e propria dando loro le chiavi di lettura di parole che altrimenti sarebbero ardue da capire, aiutandoli anche, com’e stato per Chiara(grade 8th, 3a media) ad affrontare accompagnati i momenti del dibattito che ha messo di fronte i due candidati.


A questo punto teniamo gli occhi puntati sulla TV domani sera sperando che vinca quello che per noi è il migliore !