giovedì 19 marzo 2009



La scuola di Saint Thomas


la scorsa settimana sono andata per la prima volta ad aiutare Elisa, una ragazza italiana che vive qui e che da 2 anni fa volontariato in una scuola pubblica (leggasi una scuola per bambini poveri) dove anima degli atelier di arte e si occupa di raccogliere fondi per dare a questi bambini una struttura dignitosa in cui crescere e qualche possibilità in piu per costruire un futuro diverso da quello dei loro genitori.Certo e duro constatare che ci sono dei bambini che prendono il via nella vita già tre passi piu indietro degli altri e che purtorppo benchè l'India sia un paese in netta evoluzione in cui grande spazio e importanza viene data all'educazione dei bambini , in molti casi la strada da fare e ancora lunga.La scuola della cattedrale di St Thomas, la più grande chiesa di Chennai, e una scuola del governo che riceve qualche piccola sovvenzione dalla curia e qualcuna un po' piu grande da una fondazione italiana .
Grazie a questi aiuti la scuola di per se è piacevole, molto meglio di tante altre pubbliche che ti chiedi se non caschino sulla testa dei bambini da un momento all'altro. Certo ci sono 40/50 bambini per classe, che come si sa non èproprio il numero migliore per delle lezioni gestibili con una buona interazione tra allievi e insegnante. Nelle aule non c’ è neppure spazio per i banchiI bambini sono scolarizzati gratuitamente, hanno gratuitamente le divise e il pasto a scuola.... ma certo nonostante tutto l'assenteismo è tanto (molti genitori preferiscono non mandarli o li mandano ogni tanto, soprattutto se sono femmine) e la possibilità per questi bambini di venirne fuori nella vita un po' meglio dei loro genitori è minima.Lo scopo degli atelier di Elisa è quello di dar loro qualcosina in piu', il contatto con delle persone diverse dalle loro maestre e la possibilità di fare un'attività creativa e interessante, alla quale devo dire partecipano con grande entusiasmo.Ma certo se penso che nelle scuole pubbliche l'inglese è , ovviamente , obbligatorio, e che la marcia in piu' per riuscire nella vita qui è parlare e scrivere correttamente l'inglese.... di strada da fare ce n'è tantissima: molti bambini arrivano in quinta elementare senza essere capaci di trascrivere nel nostro alfabeto il loro nome e assolutamente incapaci di esprimersi un minimo in inglese. Che peccato!




Questo mi fa riflettere, se l'India vuole farcela lo sforzo è qui : eliminare questa classe di poveri senza speranza che di generazione in generazione hanno come solo destino quello per due lire di pulire i pavimenti altrui.Questo mi da ancora più energia ed entusiasmo per accompagnare Elisa nella sua avventura e se avete voglia di dare una mano anche voi ai bambini di St Thomas, le donazioni sono ben accette!

http://thechildrenofcathedral.blog.fr/
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