lunedì 17 aprile 2017

L'accumularsi di oggetti che parlano solo a noi...

Sabato pomeriggio, verso le 4 il silenzio sempre piacevole di Los Altos è stato rotto dal suono delle sirene di polizia e pompieri, che sfrecciavano a velocità sostenuta tra la nostra via e quelle limitrofe. Ci siamo interrogate con le ragazze e abbiamo dato un'occhiata fuori, tutto confluiva qualche isolato piu in là. Una casa ha preso fuoco e nel giro di una ventina di minuti è bruciata in modo abbastanza inmpressionante. Le fiamme uscivano dal tetto mentre i pompieri cercavano di domarle, con la paura che il fuoco potesse raggiungere le case vicine. Davanti a questo spettacolo apocalittico i proprietari e i loro bambini, usciti indenni, guardavano annichiliti il loro mondo andare in fumo. Mi ha fatto riflettere e scosso. Quanto in fretta tutto quello che abbiamo costruito può svanire, con quanta rapidità i ricordi piacevolmente accumulati e custoditi possono essere cancellati per sempre. Alla vigilia di oun nuovo trasloco penso intensamente a quanta importanza abbiamo le cose che nel tempo accumuliamo, piccole cose senza valore reale, ma con un valore immenso per noi. Quelle piccole cose alle quali, quando si stila la lista per le assicurazioni, necessaria per il trasloco, non si sa che valore dare, talmente non ne hanno ma talmente ne hanno.
Ogni volta che mi vedo sigillare davanti un container che partirà direzione un porto e poi via attraverso il mare per raggiungerne un altro, ci penso. Penso al valore affettivo di ciò che vi è racchiuso, al come certe cose saranno insotituibili. Un letto, un armadio, una giacca, si ricomprano, ma un primo disegno, un biglietto affettuoso, un fiore fatto seccare tra due pagine di libro, un libro stesso comprato in un occasione speciale, sono cose che non potranno mai essere ripagate, non hanno prezzo perchè il loro valore è dato dai sentimenti che ne emanano, dall amore che li circonda.
In 20 anni di vita, nonostante ormai quasi sette traslochi al mio attivo, occasione ghiotta per alleggerire la casa, ne ho di cose importanti che si sono accumulate, ricordi di bambine in crescita, di viaggi esotici, di giornate al parco, di incontri memorabili. mi piace trascinarmele dietro, è un po' come portarmi dietro tutto il groviglio di piccole radici che ho lasciato crescere in ogni dove, è un po´ come un promemoria del nostro vissuto, tangibile.
questo era quello che e' arrivato in California
il 29 giugno vedrò un nuovo container sigillarsi davanti a me, firmerò pagine e pagine necessarie per l'assicurazione, vedrò il camion svoltare in San Antonio seguendo le stesse strade a ritroso verso il porto di Oakland, quelle stesse di 5 anni fa quando dallo stesso porto il nostro mondo e arrivato indenne in Alvarado Avenue. Tratterrò un po´ il fiato per 6 settimane e poi quando mi si riaprirà davanti non sarà  il divano a darmi gioia (quello entusiasma il gatto), e neppure il mio letto, ma quell'insieme di piccole cose, la foto del nonno ben conservata nella scatola di latta (piena di ditate di manine sempre piu grandi che negli anni l'hanno sfiorata affettuosamente), insieme ai magneti giapponesi, che ormai non mettiamo da tre frigo, ma che ci portiamo dietro, la collezione di sabbie dal mondo, il dipinto di Federica, quello del corso si pittura a Vernon di 16 anni fa, che ormai viene appeso inquadrato in ogni casa, le scatole piene di biglietti e ricordi di viaggio, il mio orso Filippo Tommaso (che ho il pudore di non mettere in valigia ma sarei tentata)... insomma il nostro mondo  unico e insostituibile...

martedì 11 aprile 2017

Allargare il tempo tra una partenza e l´altra....

Andare, venire, partire, salutare, imballare, sballare, scoprire, curiosare, ricreare, abbracciare, rimpiangere, sognare, gestire, arrampicarsi, angosciarsi.... tanti verbi che uno dietro l´altro, in una simpatica confusione, descrivono le vite degli expat, sballottati allegramente in giro per il mondo, con il sorriso e un po´ di sana follia come compagni di viaggio. Con tanto coraggio nelle tasche e la voglia di avventurarsi al di là delle nostre zone di confort, quelle che ci fanno sentire bene e non vegliare la notte con gli occhi a palle chiedendoci come sarà il domani dove l´ennesimo atterraggio in un mondo sconosciuto.
Ma cosa ci regala questa vita ricca di scossoni, di partenze e di arrivi roccamboleschi, di sradicamenti un po´ sempre sofferti e di picchi di adrenalina a palla quando la nuova destinazione si profila all´orizzonte? Cosa ci regala di diverso da una tranquilla vita piena di certezze, con le sane e belle sorprese del vivere quotidiano, ma senza i terremoti continui sucitati da un nuovo decollo?
Essendo di parte direi che ci regala tantissimo, ma dobbiamo ovviamente essere disposti ad accettarlo questo immenso regalo, dobbiamo rccoglierlo con il sorriso e con tantissima positività, dobbiamo guardarlo come il più grande dei doni, quello che ci permette ogni giorno di alzarci con la grande incertezza di un mondo che dobbiamo periodicamente ricostruire, con gli ostacoli giganteschi che l´orizzonte sconosciuto ci mette davanti, con quel senso continuo di essere intenti a costruire qualcosa che non sarà mai finito, ad ogni nuovo Paese ricominceremo un po´ da capo...
Questo video descrive per me in modo fantastico la vita degli expat e quel sentimento di eterno divenire che ci fa tra alti e bassi vivere in modo intenso e.....allargare il tempo....


martedì 4 aprile 2017

Sopravviverò alla partenza: ridere per non piangere!!

Scena di oggi: piccolo momento di sconforto per me... la ricerca della casa a Stoccolma mi sembra più complessa di quello che potessi immaginare, è anche vero che per ora non abbiamo visitato nulla, ma così sulla carta mi spaventa non aver visto niente che corrisponda ai miei criteri...È solo aprile mi dico, c´è tempo...  dopo pranzo mi metto a chattare con una cara amica, di quelle che hanno sempre la parola di conforto giusta nel momento giusto, di quelle che nonostante i 10000 chilometri che ci separano e come se fosse lì sul divano ad abbracciarti... beh con lei so che non devo far finta, cosa che poi tra l´altro non faccio con nessuno, ma con lei posso mettere a nudo debolezze e incertezze...
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ad un certo punto comincia uno scambio surrealista, dove io elenco le cose che sto gestendo in questo momento, una per una, con distacco, come se le facesse l´altra me che  abita qualche casa più in là. Arrivo alla fine e mi metto a ridere, la mia amica passa dalla chat alla telefonata e ridiamo insieme... no ma dico ma quante cose tutte insieme noi donne siamo capaci di gestire? siamo multi task questo è chiaro, ma così è sorprendente...
Meno male che in una famiglia c´è una donna, una mamma che gestisce 9 cose su 10, altrimenti saremmo tutti un bel po´ nei casini.
Ma andiamo per ordine
1 il trasloco va organizzato: anche se ti fanno tutto ma proprio tutto, per evitare che l´olio usato della macchina prenda il volo per la Svezia, è meglio buttarlo prima (questa è vita vissuta... 12 anni fa l´olio usato volo in aereo da Parigi a Tokyo, grazie ad un solerte traslocatore). Ordinare, buttare, selezionare diventano le parole chiave
2 la casa qui: visto che ci vivo da 5 anni e mi piace un sacco e visto anche che i proprietari sono adorabili e non abbiamo mai avuto problemi, ho proposto io (sono pazza???) di far circolare un annuncio tra le nostre consocenze, il che si tradusce in decine di messaggi ai quali rispondere e in visite da gestire: qui le case belle in affitto sono poche e la zona in cui viviamo è particolarmente gettonata per le scuole, il che vuole dire mi butto a pesce sulla casa proposta....
3 Il punto 1 trasloco prevede un punto 3 che è ELIMINARE. C´è poco da fare 5 anni in una casa sono una pessima idea (devo averlo già scirtto qualche post più in là). L´eliminazione prevede il fare una lista delle cose da vendere ad esempio, fotografarle, misurarle e proporle, il che scaturirà un fiume in piena di email, che si sommerà a quelli di ricerca di casa, con conseguenti visite per vedere la merce, visite che si sommeranno anch´esse a quelle per la casa in un va e vieni da festa dell´Unità versione privata.
4 in tutto questo ho sempre una, se pur minima, società da gestire, con un mega giga Festival che ormai mi sfugge di mano che fa cucù all´orizzonte: sogno di essere l´8 maggio, il Festival è il 7, per aver eliminato almento il fattore stress da lavoro!
5 Due figlie che vivranno a NYcity ci hanno finalmente fatto muovere il c.... per incominciare a cercare un appartamento a NY, (meglio comprarne uno che pagare due affitti separati per le fanciulle). Ovvio che la ragazza in loco farà le visite, ma ad un certo punto dovrò prendere un aereo e andarci, il problema è quando???
6 la routine quotidiana, con due figlie a casa, anzi due figlie adolescenti con le loro necessità e i loro isterirsmi, più una a 5000 chilometri che comunque necessita spesso di una parolina di conforto materno (meno male) a questo sommi un marito praticamente sempre via da 8 mesi a questa parte... beh mi tiro giù una bottiglia di rosso!
7 l´idea che se sopravviverò a questo nuovo trasloco internazionale avrò bisogno di una meritata vacanza, ne avremo tutti bisogno, il che implicherà una logistica non indifferente, tipica di quella fase di passaggio da un Paese all´altro, con in più il jolly del gatto tanto per non farci macare niente.
8 la parte medica della situazione: questa fa ridere ma esiste, dichiaro nel mio libro che prima di un nuovo espatrio tutti i componenti della famiglia facciano una check up, quindi visto che non parlo a vanvera c´è anche questo da organizzare, e quando dico i componenti della famiglia non dimentichiamo che oltre ai 5 bipedi nella nostra esiste un quadrupede e la quadrpede in questione è allergica a non si sa quale vaccino, quindi ognii volta la si deve tenere sotto controllo e non la si può sottoporre a tre vaccini in contemporanea: questo si traduce in tre andate e ritorno dal veterinario, con logistica di caccia al gatto pre visita e di osservazione del gatto per 12 ore post visita... un delirio!!
9 Fare ancora tutto quello che vorrei fare, che come sempre quando si arriva agli sgoccioli ti coglie sta ansia da prestazione: vdere tutti e fare di tutto e di più... sai già che non sarà possibile ma ci provi....
10 Due feste da organizzare: graduation di Chiara e festa di partenza, necessarie tutte e due, la prima perché se la merita, la seconda perché ce la meritiamo e non si può partire senza aver salutato....
dulcis in fundo abbiamo ospiti per le prossime due settimane.... ma questo è un dettaglio ...
Vabbé domani è un altro giorno, ridi che ti passa che fuori c´è il sole e a Stoccolma due giorni fa nevicava,,,... grazie Sonia per avermi ispirato tutto ciò con la nostra chiacchierata!